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L'arpa viggianese incanta i pisani |
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lunedì 16 maggio 2011 |
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C'è una Basilicata autentica e misteriosa che ha il suono felpato dell'arpa, come quella andata in scena in occasione della tappa pisana di Basilicata in Tir grazie alla performance del trio composto da Daniela Ippolito (arpa), Piero Abitante (percussioni e zampogne) e Alberico Larato (chitarra e organetto) che hanno dato un saggio virtuoso della tradizione musicale viggianese.
Prima ancora che il petrolio, a rendere famoso Viggiano è l’antica tradizione dei suonatori d’arpa. La loro bravura per secoli ha fatto viaggiare il nome del piccolo centro lucano in tutta Italia, ma anche al di fuori dei suoi confini. Non è facile ricostruire la storia, e in particolare le origini, dell’amore per l’arpa a Viggiano: sono poche le fonti e solo ultimamente gli studiosi, con grande pazienza e passione, hanno fatto ricerche approfondite per dare risposte ad alcuni quesiti sull’origine della tradizione. Lo strumento per qualcuno è eredità della cultura greca, ma non sono state trovate prove della veridicità di questa teoria. Ultimamente, invece, si sta facendo strada l’ipotesi che l’arpa pastorale lucana sia stata introdotta a Viggiano da famiglie irlandesi, giunte in Basilicata intorno alla metà del XVIII secolo. Ne sarebbero la prova anche alcuni passaggi della tarantella lucana. Tra teorie affascinanti e ipotesi che scavano nella storia, la tradizione dell’arpa resta ancora per molti aspetti un mistero. Di certo le testimonianze che parlano dei musicanti viggianesi, abili suonatori d’arpa, risalgono al '700, ma a dare maggiori informazioni sul vagabondare degli artisti sono i documenti che risalgono al secolo successivo. I suonatori d’arpa del comune della Val d’Agri erano apprezzati per la loro bravura non solo in Basilicata ma anche in altre regioni dove si esibivano nelle piazze e non solo. Seguendo le tracce degli arpisti girovaghi, partiti da Viggiano, si arriva fino in America. Nel paese si imparava da soli, “a orecchio”, l’arte del suonare l’arpa, con la quale, poi, si accompagnavano altri strumenti, come la zampogna, in occasione del Natale.
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